Servizio mensa sospeso per chi non paga

Il servizio mensa verrà sospeso a chi non paga, quasi 500 persone. Lo stesso avverrà per chi non ha intenzione di saldare il debito residuo relativo alle rette dell’asilo o della scuola dell’infanzia. Il debito accumulato è complessivamente di oltre 1 milione di euro. E ci sono alcuni che, dal 2009 a oggi, non hanno mai pagato.

Corsico (11 dicembre 2015) – I servizi a domanda individuale, come la refezione scolastica e l’asilo nido, non sono gratuiti. E se qualcuno non paga, il debito rischia di ricadere su tutta la comunità. Il sindaco di Corsico Filippo Errante ha deciso di porre un freno a una situazione che ha raggiunto livelli preoccupanti, con una pesante ripercussione sui conti pubblici locali.

“Fin da luglio – spiega il primo cittadino – accertato l’enorme debito accumulato nel corso degli ultimi anni, avevo chiesto agli uffici comunali di verificare ogni posizione irregolare, assumendo una volta per tutte dei provvedimenti per il recupero di quanto non versato. È come se fosse stato tolto il coperchio a un vaso di Pandora. Sono emerse situazioni incredibili. Persone che non pagano da tanti anni e per tutti i figli che hanno frequentato le scuole dell’obbligo di Corsico”.

Complessivamente, l’accertamento aveva portato a verificare un mancato incasso per circa 1.227.000 euro. Un debito che riguarda anche famiglie che non hanno più bambini frequentanti le scuole dell’obbligo. Attualmente sono stati recuperati 132.000 euro, che comprendono le somme versate a saldo dell’intero debito accumulato o gli importi versati per i pagamenti rateizzati, che sono ancora in corso e riguardano circa 400 persone. Escluse, quindi, dal provvedimento che verrà assunto a partire dal 7 gennaio prossimo.

“Si è quindi provveduto – prosegue il primo cittadino – a sollecitare i morosi, proponendo un piano di rientro scaglionato in tre mesi, a partire da settembre. Salvaguardando, naturalmente, le fasce deboli, cioè tutti coloro che, per diverse ragioni anche contingenti, si trovino in una evidente situazione di difficoltà economica”.
Sono state inviate quasi un migliaio di ingiunzioni, precisando nel dettaglio la situazione debitoria e gli eventuali provvedimenti di sostegno economico-sociale adottati.

“Fra tutte le lettere di sollecito inviate – precisa il sindaco Filippo Errante – quasi 300 dei destinatari non ha nemmeno ritirato la raccomandata. Un atteggiamento inaccettabile e di assoluta mancanza di rispetto sia nelle istituzioni sia verso coloro che, invece, pagano regolarmente per servizi che vengono assicurati quotidianamente”.
Molti, però, hanno accettato di confrontarsi con gli uffici comunali, saldando tutto quanto dovuto oppure concordando un piano di rateizzazione anche maggiormente dilazionato rispetto ai tre mesi previsti, in considerazione della particolare difficoltà economica familiare del momento. Però 486 persone, che hanno accumulato un debito complessivo nei confronti della città di circa 455.163 euro, non si sono fatte né vedere né sentire. A queste vanno aggiunte circa 46 famiglie con piccoli che frequentano i nidi (22)e le materne (24). Con un debito di circa 36.000 euro.

“A questo punto – evidenzia Filippo Errante – non ci rimane che mettere in atto quanto già anticipato, scritto e ribadito molte volte in diverse sedi istituzionali, compreso il Consiglio comunale: dal 7 gennaio le quasi 500 famiglie che hanno deciso volontariamente di non versare quanto dovuto per il pasto dei propri figli dovranno dare ai propri bambini il cibo preparato a casa, perché non potranno più usufruire del servizio comunale. Lo stesso vale per la quarantina di famiglie che hanno bambini al nido o alla materna e che non hanno pagato. Non potranno più accedere ai plessi. Naturalmente, come detto nei mesi scorsi, saremo disponibili – precisa il primo cittadino – ad ascoltare e verificare situazioni che nel frattempo si sono venute a creare. Però saremo intransigenti con tutti gli altri”.

D’altra parte, riprendendo i dati del bilancio, la percentuale di copertura di servizi a domanda individuale come la refezione scolastica, l’asilo e la scuola dell’infanzia è intorno all’80%. Il resto rimane a carico della collettività. Una situazione alla quale il sindaco e la Giunta di Corsico hanno deciso di porre un freno.
“Lo dobbiamo a chi paga regolarmente – evidenzia il sindaco Filippo Errante – e ritengo sia un dovere di equità sociale! E a chi dice che sia un provvedimento contro i piccoli, ribatto che invece si tratta di una decisione rivolta ai genitori che per tanti anni si sono presi gioco delle istituzioni e delle altre famiglie. E, aggiungo, che hanno anche strumentalmente utilizzato i propri figli, non dando certo un buon esempio. L’epoca dei furbetti è finita!”

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